Qualche giorno fa si assiste a qualcosa di eccezzionale: su Mattino 5 (sul canale Mediaset Canale 5) viene trasmesso un servizione in cui si pedina e si canzona il giudice Mesiano, quello che ha condannato la Fininvest (ora Mediaset) al pagamento di 750 milioni di euro per aver acquisito la Mondadori in maniera scorretta, seguito da una serie di attacchi vili e diffamatori (certo, senza il tanto acclamato contraddittorio o la benché minima citazione chiarificatrice) per il motivo che la sua promozione arrivava a poco tempo dalla sentenza alla Fininvest.
Al vergognoso gesto risponde un abile Franceschini che, alla domanda di una troupe del Tg5, risponde con un sagace "non vi rispondo, inquadrate piuttosto i miei calzini".
Qui scatta il senso di colpa: una ventina di giornalisti della redazione del Tg5 fa una raccolta firme per dimostrare la vicinanza al giudice sbeffeggiato e la volontà di allontanarsi da quel tipo di giornalismo poco professionale.
Allora ecco che ritorna il direttore di Mattino 5 che si scusa per il gesto con la motivazione che il servizio "non era dei migliori" (cosa avrebbe dovuto fare un servizio migliore? insultare di più?) e ribatte invitando Mesiano a Mattino 5 per rispondere a delle domande.
Quindi, ricapitoliamo i punti in ordine:
• pugnalare alle spalle per vendetta
• non scusarsi per la vigliaccata, ma perché il servizio non era dei migliori
• cavalcare la pubblicità cumulata da una vicenda squallida, usando la scusa per invitare un ospite (divenuto ormai importante per la vicenda) nel suo programma
• in alternativa all'ospite in studio, sfruttare il silenzio dichiarato da Mesiano per confermare la propria tesi
lunedì, ottobre 19
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